Prova di ammissione corso di laurea scienze della Formazione, prima parte

Prova di ammissione corso di laurea scienze della Formazione, prima parte

Domande 40
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Elenco domande

  1. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Paragrafo 1 Se la sublimazione dell'aggressività, il suo utilizzo cioè per scopi costruttivi e creativi, ci sembra un traguardo a cui giungere, ma che presuppone già una personalità più strutturata e matura, più ricca di indicazioni pedagogiche ci sembra l'adozione del gioco simbolico come modo di elaborazione dell'aggressività. I meccanismi psichici che permettono il gioco simbolico sono l'identificazione e la proiezione. Paragrafo 2 Complementare a questo meccanismo e altrettanto presente nel gioco simbolico è la "proiezione", che permette al bambino di attribuire ad altri i propri sentimenti ostili e di esprimerli quindi senza eccessivi sensi di colpa. Giocare alla guerra, agli indiani e cow-boy, a Superman e simili è un modo efficace e sicuro per "agire" le proprie aggressioni e affermare desideri di potere e di dominio. Paragrafo 3 Il gioco di finzione è dunque uno strumento fondamentale che il bambino usa per esprimere e controllare i propri impulsi, per dare loro una forma accettabile, per conoscerli e padroneggiarli meglio. È anche un modo per riprodurre e correggere la propria realtà quotidiana, per sostituire rapporti di dipendenza, interiorità e impotenza con fantasie di controllo e intervento attivo. Paragrafo 4 L'identificazione con le figure che il bambino vive come dotate di autorità e di potere, come minaccia quindi alla sua libertà d'affermazione e che pertanto risvegliano in lui impulsi aggressivi, gli permette di trasformarsi da "vittima" passiva a protagonista attivo e di superare così le ansie legate al senso di inferiorità o all'aggressione subita o temuta. Giocare al "dottore", alla "scuola", alla "mamma" ha spesso proprio il significato di ribaltare una situazione quotidiana. Il bambino fa propria l'aggressione di cui si sente oggetto da parte di questi personaggi, attuando il meccanismo difensivo di "identificazione all'aggressore", di cui parla Anna Freud. Paragrafo 5 Anche quando ci appare in tutto fedele al modello reale, il gioco simbolico non è mai soltanto un'imitazione della realtà: il bambino attinge a essa ma la modifica attivamente per adeguarla ai propri bisogni. L'educazione all'aggressività, abbiamo detto, non sta nella sua inibizione, repressione o negazione, bensì nella possibilità di manifestarla e controllarla in forme non nocive né generatrici di senso di colpa. da: ("Istituzioni di Pedagogia e Scienze dell'Educazione", Riccardo Massa, Editori Laterza) . - Si individui, tra le soluzioni proposte, la corretta sequenza dei paragrafi, numerati da 1 a 5.
  2. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Paragrafo 1 Troppo spesso si è associata la figura dell’educatore a un uomo solo, che cammina per le strade di una città, spesso strade di periferia e che, instancabilmente, è a “caccia” di ragazzi che necessitano di un bisogno, un bisogno a volte neppure tanto definito nella mente di chi lo immagina. Proprio questa errata immaginazione, forse frutto di una cultura della beneficienza, ci ha allontanato dall’idea di lavoro di gruppo evitando così di immaginare l’educatore come parte attiva di un’equipe multidisciplinare di operatori. L’educatore ha bisogno di lavorare in gruppo. Paragrafo 2 Un educatore che progetta e realizza degli interventi educativi senza la collaborazione di un gruppo di lavoro non è pensabile. Per gruppo di lavoro si intende l’insieme di figure professionali, con specializzazioni e peculiarità differenti che, non solo interagiscono, ma si integrano in un determinato contesto e che, insieme, alimentano uno o più progetti di intervento sociale aventi obiettivi, tempi e modalità di intervento chiari all’intero del gruppo di lavoro. Paragrafo 3 Nell’interdipendenza si configura il gruppo di lavoro nella direzione della groupship come rappresentazione di un soggetto diverso dai singoli individui e della leadership come funzione equilibratrice tra loro. In questa fase si sviluppano le molteplici facce della dipendenza: dipendenza dell’uno dall’altro, dipendenza di tutti dal gruppo e dipendenza del gruppo dall’ambiente. Paragrafo 4 L’interazione, infatti, non è un elemento sufficiente nella costruzione di un gruppo di lavoro, esso necessita di un passaggio successivo: l’interdipendenza, cioè l’acquisizione della consapevolezza dei membri di dipendere gli uni dagli altri, con il relativo sviluppo della rappresentazione della rete di relazione con gli altri, e di un’unità basata sulla differenza. Paragrafo 5 L’interdipendenza si fonda sulla percezione della necessità reciproca che porta allo scambio ed è il tramite vincolante per la maturazione del gruppo di lavoro verso lo stato dell’integrazione, come la virtualizzazione del rapporto tra uguaglianze e differenze, l’equilibrio tra la soddisfazione dei bisogni individuali e dei bisogni del gruppo, la formazione di un soggetto sociale autonomo che si attribuisce significato e che restituisce energia e risultati all’ambiente nel quale si è costituito. In questo processo di integrazione gli individui arricchiscono la loro identità e possono esprimere le loro uguaglianze e differenze sulla base di una reale attività di lavoro. da: ("L’educatore in équipe. Prevenire il disagio, lavorando in gruppo", Claudio di Perna). - Si individui, tra le soluzioni proposte, la corretta sequenza dei paragrafi, numerati da 1 a 5.
  3. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Paragrafo 1 Parlare di razzismo e di pregiudizio etnico nella società contemporanea sembra diventare di giorno in giorno più difficile, malgrado l'evidente accresciuta consapevolezza di questi fenomeni e una maggiore conoscenza degli stessi grazie ai numerosi studi e ricerche. Paragrafo 2 In sostanza, studiare il razzismo nelle sue varie dimensioni significa operare un vero e proprio processo di decostruzione e dotarsi di strumenti analitici adeguati. Paragrafo 3 A questo proposito, c'è chi sostiene che siamo in presenza di "nuovi razzismi", essendo il vecchio razzismo – xenofobo ed esplicito, legato al concetto di razza come dato biologico e naturale e alla necessità di una giustificazione ideologica della colonizzazione e in generale del dominio di una razza o di un gruppo etnico – superato a sua volta dalla complessità sociale e, soprattutto, dai flussi migratori internazionali, che fanno sì che il razzismo si presenti a seconda degli approcci e delle diverse situazioni locali o nazionali in modo variamente combinato e legittimato. Paragrafo 4 Anche alla luce degli approcci più recenti, centrati sulla costruttività e sugli aspetti cognitivi e psicosociali degli atteggiamenti razzizanti, risulta comunque difficile formulare una teoria unitaria del razzismo, delle sue cause e delle sue manifestazioni. Paragrafo 5 Il fenomeno che va sotto il nome di razzismo, di fatto, non si presenta per niente semplice e unitario, sottintende invece una complessità data dalla multidimensionalità degli elementi di riferimento e dei fattori di trasformazione che ce lo presentano di volta in volta sotto aspetti diversi. da: ("Allievi in classe, stranieri in città" G. Giovannini, Franco Angeli). - Si individui, tra le soluzioni proposte, la corretta sequenza dei paragrafi, numerati da 1 a 5.
  4. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri seguenti: - chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; - essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; - somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. Per inserirsi e crescere in azienda nel modo migliore è importante capire dall'inizio che cosa le imprese vogliono dai giovani neoassunti. A volte, di fatto, è già nei primi mesi di lavoro che una persona si crea la propria immagine aziendale, di giovane particolarmente sveglio e intraprendente piuttosto che "normale" in senso riduttivo. Sicuramente le aziende richiedono ai giovani una solida base tecnico/culturale e la capacità di rispettare le "regole aziendali". Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il testo secondo i criteri sopra indicati.
  5. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri seguenti: - chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; - essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; - somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. C'è un aspetto del movimento dei lavoratori che spesso è lasciato in disparte, ed è la partecipazione attiva e risoluta delle donne alle lotte operaie dell'Ottocento. Le donne avevano un ruolo attivo nell'economia del Paese, perché non solo si occupavano delle attività domestiche e della famiglia, ma erano anche impegnate nel lavoro dei campi, nelle grandi industrie come nei piccoli opifici artigiani e nel lavoro a domicilio: nel settore dell'industria della seta ad esempio rappresentavano il sessanta per cento della manodopera impegnata. Le donne si batterono per ottenere miglioramenti economici (il loro stipendio a parità di mansione era inferiore a quello degli uomini) ma soprattutto si impegnarono per ottenere una legge che tutelasse il lavoro femminile. Questa legge avrebbe dovuto innanzitutto soccorrere le famiglie proletarie disgregate dalla miseria e dalla prolungata assenza quotidiana delle donne, dall'altra evitare il conflitto che si sarebbe potuto creare all'interno della classe operaia, causato dalla concorrenza tra manodopera maschile e femminile, che avrebbe reso i lavoratori più deboli e indifesi sul mercato del lavoro. Le donne si mossero anche per ottenere un'emancipazione che stesse al passo con l'evoluzione democratica delle istituzioni, per liberarsi dalla tutela dell'uomo, per ottenere il diritto di voto, per ampliare l'istruzione femminile. Individuare l'alternativa che meglio sintetizza il testo secondo i criteri sopra indicati.
  6. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri seguenti: - chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; - essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; - somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. In una guerra di movimento, i nuovi mezzi di comunicazione si rivelarono un elemento essenziale della vittoria tedesca; non solo aggiunsero un ulteriore vantaggio tattico alla potenza di fuoco dell'artiglieria, ma resero anche possibile il pieno sfruttamento della ricognizione aerea per manovrare rapidamente le formazioni terrestri e sincronizzare le attività offensive delle loro singole unità, che si muovevano a una velocità superiore ai tempi di reazione dei polacchi. Individuare l'alternativa che meglio sintetizza il testo secondo i criteri indicati.
  7. Brano 1 Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Prendiamo in considerazione l'introduzione e lo sviluppo storico dei nuovi media nella scuola e nella didattica dei Paesi occidentali negli ultimi vent'anni, avendo l'avvertenza di considerare come questo processo che, per ragioni di sintesi, considereremo relativamente omogeneo non lo sia affatto. Se infatti, negli Stati Uniti, tale fenomeno ha preso avvio addirittura all'inizio degli anni Ottanta e ha avuto uno sviluppo rapido e un decisivo apporto dai progetti messi in campo dell'amministrazione Clinton, in Europa esso è stato più lento e disomogeneo. Cercheremo, perciò, di mettere in luce, ovviamente in maniera sintetica e senza pretese di esaustività, da un lato, quali modifiche ha comportato l'introduzione delle nuove tecnologie nell'esperienza della pratica didattica, dall'altro, come pedagogisti ed esperti di tecnologie didattiche hanno valutato tali trasformazioni. Prima di cominciare la nostra analisi è necessaria un'avvertenza: possiamo affermare che gli strumenti utilizzati in questi anni per l'introduzione nella didattica dell'Information Technology hanno sempre, o quasi sempre, seguito, anche se con un certo comprensibile ritardo, gli sviluppi della tecnologia; in altre parole la spinta, il drive del settore tecnologico ha condizionato in maniera pesante, anche a livello epistemologico, questo processo. A partire dagli anni Ottanta, si è assistito infatti, nei Paesi occidentali, al progressivo ingresso nelle scuole di PC, software didattici, Computer Based Training (CBT), ma questo ingresso spesso, soprattutto a livello istituzionale, non è stato messo a sistema in maniera efficace attraverso una consapevole riflessione sulle trasformazioni, sulle opportunità e sulle difficoltà che tale introduzione avrebbe comportato. Si è trattato quindi di un processo spesso non governato dai formatori o dalle istituzioni formative, ma dagli stessi produttori di tecnologia, portando con sé le ovvie distorsioni e i condizionamenti che un tale fenomeno può introdurre. [...] Una prima considerazione che sembra necessaria è quella di mettere ancora una volta in rilievo, anche se può sembrare pleonastico, come, mentre i media tradizionali presuppongono una fruizione passiva e intransitiva da parte del soggetto "in formazione", i nuovi media rendono possibile un uso attivo, interattivo e collaborativo dei contenuti. Chi utilizza tali tecnologie è sollecitato ad avere un approccio diverso alla conoscenza: non solo l'assorbimento di contenuti predeterminati o la loro elaborazione personale e isolata, ma la possibilità di scegliere percorsi individuali all'interno di "strade" molteplici (ipertesti), di cooperare nella creazione di elaborati (scrittura multimediale), di attivare modalità percettive multiple (multimedialità, realtà virtuale). (Da: Teorie e tecniche dei nuovi media, P. Ferri, Guerini Associati) - Secondo l'autore, l'introduzione dei nuovi media nella scuola in Occidente è condizionata in particolare (vedi Brano 1):
  8. Secondo l'autore, la possibilità di usare ipertesti permette di (vedi Brano 1):
  9. Indicare quale, tra i seguenti abbinamenti, può essere accostato alla formazione tramite media tradizionali, come illustrato nel Brano 1.
  10. Quale può essere uno dei vantaggi della scrittura multimediale (vedi Brano 1)?
  11. Brano 2 Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Oggi si pone con crescente urgenza la necessità di riflettere sulla specificità della ricerca educativa al di là degli ambiti ristretti e limitanti della pedagogia sperimentale, nei quali sinora è stata quasi esclusivamente relegata. La ricerca educativa è un'attività sociale (non solo accademica) finalizzata a produrre sapere e aumentare la conoscenza dei fenomeni educativi che è strettamente connessa con la pratica educativa (senza coincidere con essa), molto vicina a quella di altre scienze sociali, ma non assimilabile ad esse. Inoltre richiede una riflessione teorica. Gilbert De Landsheere (1970), uno dei padri dello sperimentalismo pedagogico, ha chiaramente affermato che la ricerca empirica "senza una filosofia diventa tecnicismo amorfo". Ma la ricerca non si dissolve in teoria. Pensare alla ricerca in educazione come attività sociale significa ammettere l'esistenza di una specificità della ricerca educativa che la definisce come qualcosa di più e di diverso da una semplice sezione tematica della ricerca sociale, da cui comunque desume i propri metodi e le proprie procedure ricognitive. Questa peculiarità si può riconoscere nella tensione verso il cambiamento. Pur senza voler offrire ciò che non potrebbe e cioè esiti certi, applicabili e operazionalizzabili in procedure "scientificamente fondate", tuttavia la tendenza verso l'intervento, l'innovazione, l'attribuzione di valore d'uso ai propri risultati è, o dovrebbe essere, connaturata alla specificità della ricerca pedagogica, che non è mai solo descrittiva, ma nemmeno smaccatamente normativa. Di più. I metodi di ricognizione ed esplorazione dei processi e dell'esperienza educativa rappresentano non solo una modalità euristica a livello scientifico sull'educazione, dotata di un rigore procedurale e di una specificità metodologia di cui si vedrà in seguito ma, su un piano differente, la ricerca è anche una modalità di formazione e aggiornamento di insegnanti ed educatori, una tecnologia di lavoro didattico che trova consonante nell'attivismo uno stile di insegnamento-apprendimento centrato sulla scoperta e l'esplorazione piuttosto che sulla trasmissione di contenuti. (da: Pedagogia generale, M. Tarozzi, Guerini Associati). - Secondo il Brano 2, la ricerca educativa è:
  12. Secondo il Brano 2, qual è l'elemento tipico nella ricerca educativa?
  13. Dal Brano 2, si può desumere che:
  14. Secondo il Brano 2, fare ricerca per educatori e insegnanti è un modo per:
  15. Nel Brano 2, viene citata l'espressione "tecnicismo amorfo" per sottolineare:
  16. Brano 3 Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Attraverso operazioni mentali reversibili, il bambino, nel periodo delle operazioni concrete, è in grado di valutare come appaiano gli oggetti a un osservatore che si trovi in una posizione diversa; qui ci imbattiamo nel ben noto fenomeno del decentramento, in cui il bambino può indicare come apparirebbe la scena a qualcuno che fosse seduto in un'altra parte della stanza, o come ci apparirebbe un oggetto se ruotasse nello spazio. Questa varietà di intelligenza spaziale è però ancora limitata a situazioni ed eventi concreti. Solo durante il periodo delle operazioni formali, al tempo dell'adolescenza, il ragazzo può concepire l'idea di spazi astratti o di regole formali che governano lo spazio. Così la geometria viene a essere apprezzata dall'adolescente (o dal bambino precoce nel campo della comprensione della matematica), che è ora in grado di istituire relazioni fra il mondo delle immagini figurali e quello delle proposizioni linguistiche, e di ragionare sulle implicazioni di vari tipi di trasformazione. (H. Gardner, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza, Feltrinelli). - Secondo il Brano 3, in quale periodo si inizia ad apprezzare la geometria?
  17. Secondo il Brano 3, il periodo delle operazioni formali è il momento in cui:
  18. Secondo quanto riportato nel Brano 3, quale delle seguenti affermazioni sul decentramento è corretta? È la capacità di:
  19. Secondo il Brano 3, nel periodo delle operazioni concrete, l'intelligenza spaziale è limitata a:
  20. Secondo il Brano 3, quando compare il fenomeno del "decentramento"?
  21. Quale delle seguenti città è situata più a nord?
  22. La spedizione dei Mille giunse in Sicilia nel:
  23. La capitale della Finlandia è:
  24. "Ossi di seppia" è il titolo di:
  25. Sulla Terra esistono le stagioni perché:
  26. In quale anno Croazia e Slovenia dichiararono la propria indipendenza dalla Jugoslavia?
  27. In base alla Costituzione italiana, la sovranità appartiene:
  28. Luigi Capuana è conosciuto, in particolare, come teorico:
  29. Quale delle seguenti affermazioni sul romanzo "Se questo è un uomo" è FALSA?
  30. La scoperta della penicillina è dovuta a:
  31. In base alla Costituzione italiana, l'organizzazione sindacale:
  32. In quale delle seguenti Regioni si trova l'area geografica della Maremma?
  33. Dove si trova la città di Bassora?
  34. Il successore di Lenin alla guida dell’URSS fu:
  35. Marco Polo effettuò il suo viaggio in Cina nel corso del:
  36. Dopo la sconfitta di Caporetto, quale fu uno degli aspetti più rilevanti che caratterizzarono la gestione militare del generale Armando Diaz?
  37. La Renania è una regione della:
  38. I fratelli Karamàzov sono i protagonisti
  39. Cos'è Boko Haram?
  40. Jean-Paul Sartre è considerato un esponente:
Fonte
Università degli Studi di Bari, Laurea Magistrale in Scienze della Formazione - Scienze dell'Educazione
Difficoltà
medio