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  • L’ordinamento contabile degli enti locali

    L'ordinamento della finanza locale è riservato alla legge, che la coordina con la finanza statale e con quella regionale. Ai comuni e alle province la legge riconosce, nell'ambito della finanza pubblica, autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite

    finanza dei comuni e delle province è costituita da:
    a) imposte proprie;
    b) addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali o regionali;
    c) tasse e diritti per servizi pubblici;
    d) trasferimenti erariali;
    e) trasferimenti regionali;
    f) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;
    g) risorse per investimenti;
    h) altre entrate.
    I trasferimenti erariali sono ripartiti in base a criteri obiettivi che tengano conto della popolazione, del territorio e delle condizioni socio-economiche, nonché in base ad una perequata distribuzione delle risorse che tenga conto degli squilibri di fiscalità locale.
    Gli enti locali deliberano entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l'anno successivo, osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. I documenti di bilancio devono comunque essere redatti in modo tale da permettere la lettura per programmi, servizi ed interventi.

    Sempre dal punto di vista contabile, l’amministrazione pubblica si distingue dall'impresa privata per la mancanza dello scopo di lucro. Da un punto di vista contabile, una PA non dichiara un utile o una perdita in bilancio, oltre a non essere soggetta all'istituto del fallimento. La pubblica amministrazione è dotata di personalità giuridica, ma è esclusa dalle forme di questa tipiche delle aziende private, previste nel diritto societario.
     
    Per approfondire: