Le risorse per gli investimenti degli enti locali

L’avanzo non è un risultato di per sé da perseguire per gli enti locali, salvo il caso in cui esso venga destinato a scopi precisi, quali ad esempio gli investimenti. L’esistenza dell’avanzo può infatti far nascere delle critiche, in quanto potrebbe indicare che gli amministratori non hanno utilizzato tutte le risorse disponibile per raggiungere gli obiettivi programmati. Al contrario, potrebbero essere stati raggiunti tutti gli obiettivi stabiliti, ma richiedendo uno sforzo maggiore ai contribuenti. 

La presenza di un avanzo da destinare agli investimenti è tuttavia un fatto positivo per la collettività: se l’ente pubblico utilizza queste risorse per offrire dei servizi, saranno minori i costi e gli oneri finanziari a carico dei contribuenti, a parità di infrastrutture offerte. 
 
L'avanzo di amministrazione è in:
1) fondi non vincolati;
2) fondi vincolati per destinazione;
3) fondi per il finanziamento delle spese in conto capitale;
4) fondi di ammortamento.
 
Gli investimenti hanno un ruolo centrale per l’autonomia di ogni ente locale.
 
Per attivarli, le amministrazioni possono utilizzare :
1. entrate correnti destinate per legge agli investimenti;
2. avanzi di bilancio, costituiti da eccedenze di entrate correnti rispetto alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti;
3. entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali, riscossioni di crediti, proventi da concessioni edilizie e relative sanzioni;
4. entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale dello Stato, delle regioni, da altri interventi pubblici e privati finalizzati agli investimenti, da interventi finalizzati da parte di organismi comunitari e internazionali;
5. avanzo di amministrazione, nelle forme disciplinate dall'articolo 187;
6. mutui passivi;
7. altre forme di ricorso al mercato finanziario consentite dalla legge.
Gli enti locali e le aziende speciali sono inoltre autorizzate ad assumere mutui, anche se assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il finanziamento di opere pubbliche destinate a servizi pubblici, soltanto se i contratti di appalto sono realizzati sulla base di progetti "chiavi in mano" ed a prezzo non modificabile in aumento. In questi casi c’e’ obbligo di procedura di evidenza pubblica e dev’essere esclusa ogni forma di trattativa privata.
 
Per approfondire: