Contabilità, bilancio e rendiconto di gestione

Ciascun ente locale è tenuto a deliberare annualmente il bilancio di previsione finanziario. Questo bilancio deve esser redatto in termini di competenza, per l'anno successivo, osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio, finanziario e pubblicità.

Al bilancio annuale, ciascun ente allega un bilancio pluriennale di competenza, di durata pari a quello della regione di appartenenza e comunque non inferiore a tre anni.
Questo strumento fornisce ad amministratori e cittadini un resoconto completo delle entrate e delle uscite. Ad esempio, tra i titoli di spesa del bilancio figurano spese correnti, le spese in conto capitare, le spese per il rimborso di prestiti e le spese per servizi per conto di terzi. Le fasi di gestione della spesa sono l'impegno, la liquidazione, l'ordinazione ed il pagamento. Le entrate sono invece gestite in tre fasi: accertamento, riscossione e versamento.
 
Tuttavia il bilancio è uno strumento flessibile, in grado di rispondere alle esigenze della cittadinanza e delle singole amministrazioni. Per questo il bilancio di previsione può subire variazioni nel corso dell’esercizio di competenza. Le sue variazioni sono di competenza dell’organo consiliare e devono essere deliberate non oltre il 30 novembre di ciascun anno. I prelevamenti dal fondo di riserva sono invece di competenza dell'organo esecutivo e possono essere deliberati sino al 31 dicembre. In caso di mancata accettazione della proposta di modifica della dotazione, è necessaria una motivazione formale dell'organo esecutivo.
 
L’atto che formalizza la dimostrazione dei risultati di gestione è il rendiconto: questo comprende il conto del bilancio, il conto economico ed il conto del patrimonio
Il revisore del bilancio è revocabile solo per inadempienza ed in particolare per la mancata presentazione della relazione alla proposta di deliberazione consiliare del rendiconto entro il termine previsto dal regolamento di contabilità e comunque non inferiore a 20 giorni a partire dalla data di trasmissione della stessa proposta già approvata dall'organo esecutivo.
 
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