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  • Il Parlamento

    Il Parlamento della Repubblica Italiana è l’organo costituzionale detentore della funzione legislativa. La nostra repubblica è una repubblica parlamentare che segue la formula del bicameralismo perfetto, in quanto composto da due Camere: la Camera dei Deputati, composta da 630 membri, ed il Senato della Repubblica, formata da 315 senatori e dai senatori a vita.
     
    In quanto organo costituzionale, è la Costituzione, insieme ai regolamenti parlamentari, a disciplinarne il funzionamento ed a eleggerlo sistema fondamentale in uno stato di diritto e democratico come il nostro.
     
    Il Parlamento è eletto a suffragio universale in seguito ad elezioni politiche. Occorre aver compiuto 18 anni per la Camera, 25 anni per il Senato. Il mandato parlamentare o legislatura è di 5 anni, fatto salvo nei casi di scioglimento anticipato delle camere. Le funzioni possedute dal Parlamento, oltre quella legislativa, sono di controllo dell’indirizzo politico (concede o nega la fiducia al governo), di controllo finanziario (approva il bilancio dello Stato) ed elettiva (nomina il Presidente della Repubblica, parte dei giudici del CSM e della Corte Costituzionale).
     
    La funzione legislativa affidata al Parlamento si snoda in una serie di fasi che portano alla promulgazione di una legge. L’iter legis ha inizio con l’iniziativa . Hanno diritto di iniziativa di legge: il governo, i parlamentari, i cittadini (tramite una proposta di legge, accompagnata da 50.000 firme), i Consigli Regionale ed il CNEL.
     
    Dopo l’istruttoria preliminare, svolta dalla commissione parlamentare di competenza, il disegno di legge segue un procedimento normale o una procedura speciale.
     
    Nel primo caso rientrano le proposte di legge costituzionali ed elettorali,  quelle di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi (art. 72 Cost.).
     
    Con il procedimento normale l’approvazione del testo giunge in una Camera, in cui si svolge una discussione generale, il voto articolo per articolo, le dichiarazioni di voto e per ultima la votazione generale. Una volta approvata, la proposta di legge passa all’altra camera che dovrà votarla senza poter apporre ulteriori modifiche. In caso di modifiche, il testo dovrà ritornare alla prima camera che dovrà riapprovarla.
     
    Nella procedura speciale, invece, sarà la commissione permanente a svolgere parte delle funzioni del parlamento. La commissione, infatti, potrà riunirsi in sede redigente, lasciando all’assemblea parlamentare la sola fase dell’approvazione finale. Oppure potrà riunirsi in sede deliberante (o legislativa) compiendo essa stessa anche questa fase, pur restando ferma la possibilità per la Camera che sta procedendo (nello specifico 1/10 dei suoi membri) o per un quinto dei componenti della commissione o per il governo di richiedere la procedura normale.
     
    A queste procedure si aggiunge il procedimento abbreviato. Esso è adottato per i disegni di legge considerati urgenti, per i quali i termini di approvazione sono ridotti della metà.
     
    Una volta approvato il medesimo testo di legge da Camera e Senato, sarà il Presidente della Repubblica a provvedere alla sua promulgazione entro un mese. Soltanto il rinvio alle camere con messaggio motivato, potrebbe impedirne la promulgazione e richiedere una nuova deliberazione.
     
    Una volta promulgata, la legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dopo 15 giorni (vacatio legis).
    La funzione legislativa del Parlamento si completa con il procedimento di revisione costituzionale, mirato ad adeguare ai cambiamenti sociali e politici la nostra Carta Costituzionale, pur nei limiti delle rigide garanzie a cui si lega.
     
    E’ l’art. 138 della Costituzione a stabilire una prima fase in cui le camere procedono ad una votazione parlamentare tramite doppia delibera. Se la votazione si conclude con esito positivo in entrambe le camere con una maggioranza superiore ai 2/3, la legge di revisione viene promulgata dal presidente della repubblica. Se la maggioranza ottenuta è assoluta ma non superiore ai 2/3, 1/5 dei componenti di ciascuna camera, 5 consigli regionali e500 000 elettori possono indire un referendum. Il referendum costituzionale può essere esercitato nei 3 mesi successivi alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale.
     
    L’esercizio del potere di revisione costituzionale (art.139) trova un suo limite nella stessa Costituzione che vieta modifiche alla forma repubblicana ed ai principi fondamentali dello Stato.