La legge per la tutela delle categorie protette

In Italia la tutela dei lavoratori disabili è contemplata dalla nuova normativa, la legge 68/99, che ha sostituito la norma precedente, la 428/68.

La nuova normativa ha modificato innanzitutto l’approccio culturale: se prima l’ottica era quella di assistere i soggetti interessati, visti come soggetti passivi da tutelare, oggi si preferisce sottolineare l’apporto attivo dei beneficiari, valorizzandone il contributo all’interno di un’azienda o ente.
 
La legge 68/99 racchiude al suo interno questa nuova e positiva visione, nata grazie anche all’evoluzione delle politiche di gestione delle risorse umane all’interno delle aziende.  
L’obiettivo della legge è la promozione e l’integrazione lavorativa delle persone disabili mediante servizi di sostegno e collocamento mirato, previa valutazione delle capacità lavorative dei singoli e delle loro aspirazioni professionali.
 
I soggetti beneficiari di questa norma sono:
• Persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.
• Persone invalide del lavoro con grado di invalidità superiore al 33%.
• Persone non vedenti, persone sorde
• Persone invalide di guerra. invalide civili di guerra e invalide per servizio
• Vedove, orfani, profughi ed equiparati ad orfani, nonché i soggetti individuati dalla legge 407 del 1998 (vittime del terrorismo e della criminalità organizzata)
 
I soggetti disabili, una volta stabilito il loro grado di invalidità, devono iscriversi agli elenchi speciali dell'Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione. I documenti necessari sono l'attestato di invalidità, l'attestato di disoccupazione (che viene rilasciato dall'Ufficio Provinciale del Lavoro e da timbrare una volta l'anno entro e non oltre il 30 novembre per non perdere il diritto di iscrizione alle liste speciali), il certificato di stato di famiglia, il modello della domanda e l'attestato di idoneità pubblica rilasciato dall'USL.
Persone appartenenti alle categorie protette possono essere assunte direttamente dal datore di lavoro con la modalità definita “chiamata nominativa” oppure mediante una “chiamata numerica” del datore di lavoro al centro per l’impiego che procederà all’assunzione seguendo l’ordine di graduatoria degli elenchi.
 
L’assunzione attraverso “chiamata nominativa” è obbligatoria e il numero degli assunti con questa modalità varia in percentuale al numero di lavoratori totali occupati in azienda.
Quando l’azienda ha terminato di assumere attraverso la “chiamata nominativa” potrà rivolgersi all’ufficio di collocamento, indicando il numero di persone necessarie e la specializzazione professionale richiesta.
Nel caso in cui non siano disponibili iscritti alle categorie protette con la specializzazione richiesta, l’ufficio di collocamento dovrà inviare quelli con qualifica simile, rispettando comunque la graduatoria presente e provvedendo alla formazione del futuro assunto.