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  • Lavorare nelle amministrazioni pubbliche

    Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

    Queste, al pari di qualsiasi organizzazione, hanno bisogno di reclutare risorse umane. Partecipare ad un concorso pubblico è come sostenere un difficile esame all’università. In più, coi limiti allo sbarramento e l’elevato numero dei partecipanti. Ciò non deve demoralizzare gli aspiranti candidati. Primo, perché l’ente banditore sebbene abbia emanato un bando di gara per assumere una sola persona, non possa prevedere anche la formazione di una graduatoria valida per più anni a cui attingere personale in vista di future carenze d’organico. Secondo, il 60% delle prove d’esame riguardano le stesse materie. Per questo molti concorsisti decidono di partecipare a più concorsi simultaneamente. Terzo, alcuni concorsi, i cosiddetti maxi-concorsi, prevedono un alto numero di posti disponibili.

    Certamente le cose negli ultimi anni sono cambiate, a partire dalla legislazione. Con il decreto delegato n. 29 del 3 febbraio 1993 è stata suggellato quel faticoso processo di privatizzazione del pubblico impiego avviato col D.P.R. 10-1-1957, n. 3, contenente il Testo unico degli impiegati civili dello Stato. La legislazione in materia si è poi arricchita con l’emanazione del D. Lgs. 165/2001, n. 145, contenente norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. E dalla L. 15-7-2002, n. 145 in tema di dirigenza e vicedirigenza.

    Al momento, e per chi si prepara a superare un concorso pubblico, la legge di riferimento quando si hanno dubbi sulle procedure da seguire è il D.P.R. 9-5-1994, n. 487.