Le graduatorie nei concorsi pubblici

Come funzionano

I candidati che partecipano ad un concorso pubblico sono tenuti a sostenere una serie di prove d’esame. La regola principale è che bisogna superare gli scritti per accedere all’orale. Al termine del colloquio si ottiene un determinato punteggio a cui sarà aggiunto quello dei titoli e di altre eventuali preferenze. La Commissione sulla base di questi dati formerà gli elenchi degli idonei e approverà la graduatoria finale. 

Chi ha ottenuto il punteggio più alto è vincitore di concorso. Se accetta di firmare il contratto sarà assunto dall’ente banditore altrimenti si scorre la graduatoria fino a raggiungere il numero dei posti indicati nel bando. Ad esempio, se il concorso era per 10 poliziotti municipali si chiameranno i primi 10 vincitori della graduatoria finale; se qualcuno non accetta si passa alla posizione successiva fino a coprire lo stesso numero di posti stabiliti. La legge indica inoltre che a parità di punteggio si preferisce il candidato più giovane di età.

 

Per quanto tempo sono valide

Ribadiamo che il funzionamento delle graduatorie segue l’iter e le regole dettate nei singoli bandi di concorso. Consigliamo sempre di salvarne una copia soprattutto se si partecipa a diverse procedure concorsuali perché i tempi e le modalità possono diversificare. 

In generale, ma non è detto, la validità di una graduatoria è di tre anni e per gli enti soggetti a limitazioni di assunzioni sono previste ulteriori proroghe. Inoltre è possibile che alcuni enti fra di loro abbiano stipulato appositi accordi per attingere personale dalle rispettive graduatorie qualora il loro fabbisogno fosse aumentato.

Per i concorsi unici indetti dalle “amministrazioni pubbliche, ad eccezione delle regioni, delle amministrazioni, aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, degli enti locali e loro consorzi, delle istituzioni universitarie e delle istituzioni ed enti di ricerca e di sperimentazione” è possibile reclutare personale per le proprie esigenze attingendo anche alle graduatorie dei vincitori presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica. 

Quando e come impugnare una graduatoria

Le graduatorie una volta approvate sono sottoposte ad obbligo di pubblicità legale. L’ente banditore è tenuto a diffondere gli esiti della procedura concorsuale con avvisi sulla Gazzetta Ufficiale o Bollettini regionali e per gli enti locali sull’albo online e nel sito istituzionale. Non essendo la PA tenuta ad informare individualmente tutti i candidati, ma solo i vincitori, è opportuno tenersi aggiornati perché dal giorno della pubblicazione ufficiale delle graduatorie decorrerà anche il tempo per eventuali impugnative, in genere entro 60 giorni dalla pubblicazione. 

Il ricorso va presentato tramite un avvocato e notificato all’amministrazione incriminata. Il Tar è l’organo che decide sulle controversie nei concorsi pubblici e per le amministrazioni centrali è di competenza il Tar del Lazio. Le sue sentenze possono accogliere la domanda, rigettarla o anche ritenerla infondata. In ogni caso sono sempre sentenze motivate a loro volta impugnabili, entro 60 giorni, davanti al Consiglio di Stato.