Quali sono le categorie della Pubblica Amministrazione e le differenze tra di esse

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Quali sono le categorie della Pubblica Amministrazione

Le categorie dei lavoratori nel settore privato si suddividono principalmente in quattro: dirigenti, quadri, impiegati e operai.

Le categorie dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, invece, si suddividono in:

  • Categoria A: costituisce il livello base e iniziale della carriera in un ente pubblico locale, e riguarda spesso mansioni manuali come quelle degli uscieri.
  • Categoria B: include figure come i videoterminalisti e i collaboratori professionali.
  • Categoria C: solitamente riservata ai tecnici e amministrativi comprende diplomati che svolgono mansioni specializzate come geometri o periti agrari.
  • Categoria D: rappresenta il livello più elevato e coinvolge generalmente dipendenti laureati, che ricoprono il ruolo di funzionari.


Nel ruolo più elevato si trovano i dirigenti, che hanno un contratto a parte.

All'interno di ciascuna categoria, esistono vari "step" come C1, C2, C3 fino a C5, e lo stesso vale per le altre categorie come D1, D2, D3, D4, D5 per i dirigenti.
L'avanzamento tra gli "step" avviene in genere in base all'anzianità e tramite concorsi pubblici interni. 

Ognuna di queste categorie ha mansioni e responsabilità specifiche, con l'obbligo per i dipendenti pubblici di essere assegnati alle mansioni per le quali sono stati assunti o a mansioni equivalenti nell'ambito dell'area di inquadramento.

La recente riforma del 2023 ha introdotto significativi cambiamenti nei concorsi pubblici, mirando a semplificare le procedure e rendere più rapide le selezioni. Questa riforma ha impattato sui requisiti di accesso ai posti di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni e ha introdotto novità importanti nelle prove d'esame. La durata massima dei concorsi è stata limitata a 6 mesi, con maggiori tutele per la parità di genere. La partecipazione ai concorsi tramite l'INPA è stata facilitata, e sono state definite modalità "speciali" per lo svolgimento delle prove. Queste sono solo alcune delle innovazioni apportate dalla riforma del 2023, finalizzate a modernizzare e semplificare il sistema di selezione nel settore pubblico.

 

Quali sono le differenze tra le varie categorie di lavoratori nella Pubblica Amministrazione

Le aree professionali nella Pubblica Amministrazione delineano una struttura gerarchica basata su competenze e responsabilità specifiche, vediamo le differenze: 

Categoria A
Questa categoria rappresenta il punto di ingresso per coloro che possiedono il titolo di studio della scuola dell'obbligo.  Le mansioni, prevalentemente operative e di natura tecnico-manuale, includono ruoli come uscieri, custodi e bidelli. Il livello retributivo per questa area si attesta intorno a 1500–1600 euro lordi mensili.

Categoria B
In quest’area lavorano gli operatori esperti e coinvolge profili con mansioni più qualificate e di natura impiegatizia. I candidati devono essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. Le attività coinvolgono responsabilità più ampie, come la redazione di documenti e la gestione di processi produttivi. Il livello retributivo varia da circa 1500 a circa 1730 euro lordi mensili.

Categoria C
Questa area comprende profili tecnici ed amministrativi con diplomi di scuola secondaria di secondo grado e conoscenze specialistiche. I lavoratori appartenenti a questa categoria svolgono attività istruttorie e analitiche, ad esempio geometri e periti. Il livello retributivo oscilla tra circa 1695 e 1961 euro lordi mensili.

Categoria D
Questa è l’area dei Funzionari e degli Istruttori e riguarda dipendenti con elevate conoscenze plurispecialistiche e titoli di studio come la laurea breve o il diploma di laurea. Questi professionisti svolgono attività tecniche, gestionali o direttive e assumono responsabilità significative. Le figure professionali spaziano da farmacisti e psicologi a ingegneri e avvocati. Il livello retributivo varia da circa 1844 a 2594 euro lordi mensili.

Le categorie formano una struttura flessibile per organizzare le diverse competenze all’interno della Pubblica Amministrazione, differenziando la complessità e la diversità delle mansioni e delle responsabilità assegnate ai dipendenti.

 

Come si diventa dirigente pubblico e quali sono le sue responsabilità

Il dirigente pubblico, figura chiave all'interno della Pubblica Amministrazione, è responsabile della gestione e direzione di un ufficio, assume incarichi istituzionali e decisioni amministrative. 

C’è una differenza tra dirigenti di prima e seconda fascia, i primi sono responsabili di uffici dirigenziali generali, mentre i secondi di uffici dirigenziali non generali. Per diventare dirigente nella P.A., è necessario superare un concorso pubblico, il cui accesso richiede specifici requisiti, tra cui cittadinanza italiana o appartenenza all'Unione Europea, diritti civili e politici, titolo di studio richiesto, maggiore età, posizione regolare rispetto agli obblighi di leva per il sesso maschile, buona condotta e conoscenza dell'utilizzo del PC e di una lingua straniera.

Il percorso di studi per diventare dirigente pubblico richiede una laurea, preferibilmente in Scienze politiche, Economia o Giurisprudenza, e una buona preparazione in aree come governance e management pubblico, scienze organizzative e gestionali, diritto amministrativo e norme anticorruzione. 
 

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